ACT: Un kit per caregiver familiari

Tra il 17 e il 19 settembre 2014, a Rajecke Teplice – Slovacchia, Scuola Centrale Formazione ha partecipato alla terza riunione del Comitato di Pilotaggio del progetto “ACT! For Dependent People”. Il progetto, finanziato dal Programma Europeo LLP GRUNDTVIG, si propone di sviluppare e sperimentare delle misure di sostegno per tutte quelle persone che si prendono cura di un familiare non autosufficiente – un genitore anziano, un coniuge malato, un figlio disabile, un fratello in difficoltà. Si chiamano caregiver – “coloro che si prendono cura”: talmente scontato è il loro ruolo nella società, che abbiamo avuto bisogno di prendere in prestito una parola inglese per definirli. Eppure sono tanti, tantissimi i prestatori di cura in Italia, e si prevede che saranno sempre di più a mano a mano che la popolazione invecchia. Come rilevato dall’indagine di riferimento prodotta nella prima fase del progetto, attualmente si tratta per la maggior parte di donne, soprattutto nella fascia di età 40-60, che prestano assistenza ad un figlio o un figlia disabile, ad un genitore anziano, o in molti casi ad entrambi. Per quanto anche lo Stato contribuisca alla cura di questi cittadini attraverso un sistema di servizi pubblici, rimangono loro le “accuditrici” primarie; sono spesso isolate, assorbite completamente dal loro ruolo e oberate dalle responsabilità che esso comporta; spesso scelgono di rinunciare al lavoro, ad un reddito, ad una loro indipendenza; faticano a ricavarsi del tempo per socializzare, per formarsi, per accedere a nuove opportunità. Una delle difficoltà riscontrate nella fase di indagine del progetto riguarda il rapporto tra il familiare e il professionista dell’assistenza: ciascuno detiene un prezioso patrimonio di competenze su diversi versanti – la relazione umana da una parte e la professionalità dall’altra –, eppure faticano a scambiare conoscenze, ad agire in maniera coordinata e complementare, ciascuno a beneficio dell’altro. Il progetto ACT! ha quindi l’obiettivo di intervenire su questa difficoltà di integrazione, creando degli strumenti formativi e di sensibilizzazione finalizzati ad armonizzare e migliorare l’interazione tra questi soggetti, migliorando così anche la qualità complessiva dell’intervento di assistenza alla persona. Infine, il progetto intende stimolare l’azione di un terzo soggetto, rappresentato dal cittadino attivo – il volontario, il vicino di casa, l’amico – e promuovere quindi la concezione di una comunità solidale. Il kit di formazione e sensibilizzazione verrà pubblicato entro la fine del 2014, e con il nuovo anno inizieranno le sperimentazioni nei vari territori Europei coinvolti nel progetto. Per saperne di più, visita il sito di progetto.

 

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