Erasmus Pro, la mobilità a lungo termine

La mobilità a lungo termine

La Fondazione O.D.A., Ente associato a SCF, ha aderito al progetto Erasmus Plus “Sportello Europa 6” e ha permesso a 5 beneficiari adulti di poter realizzare una mobilità a lungo termine (3 mesi, dal 7 marzo al 7 giugno 2023) presso la città spagnola di Valencia. Abbiamo raccolto la testimonianza di Anna Masuzzo su questa esperienza con adulti della formazione continua.

Le aspettative

I partecipanti presentavano caratteristiche e aspettative molto diverse fra loro, non solo per la differenza di età (compresa tra 25 e 51 anni) ma anche per vissuti ed esperienze personali. Ognuno di loro ha aderito al programma con motivazioni personali che andavano ben oltre l’esperienza pratica presso le aziende. Ciò che è prevalso è stata la voglia di mettersi in discussione, di dimostrare a se stessi prima di tutto che l’età non poteva essere un deterrente vincolante e che una esperienza di mobilità lunga avrebbe consentito loro la capacità di rimettersi in gioco, la lingua, la cultura diversa e l’inserimento in famiglie ospitanti doveva essere solo un punto di partenza per raggiungere obiettivi ben più alti che andassero oltre l’esperienza lavorativa, pertanto spinti da questa forte motivazione hanno aderito con entusiasmo al progetto.

Programma formativo

È chiaro che vista la tipologia dei beneficiari è stato necessario pianificare la mobilità di internazionalizzazione a lungo termine valutando bene tutti gli aspetti critici che si sarebbero potuti presentare al fine di garantire il buon andamento del flusso. I contatti e i confronti tramite e-mail e videoconferenza con l’Ente di accoglienza spagnolo Esmovia, hanno avuto lo scopo di pianificare al meglio tutti gli aspetti logistico-organizzativi relativi alla mobilità. Si è concordato l’inserimento nelle famiglie ospitanti proprio per favorire l’apprendimento della lingua e la capacità di rivedere la propria attitudine di adattamento non solo ad una cultura diversa, ma anche a modi di fare e agire diversi dai propri.

Il partner ospitante

L’Ente di accoglienza ha messo a disposizione dei beneficiari il proprio staff che ha seguito il loro percorso affiancando anche un coach, che in maniera discreta e professionale li ha supportati sostenendoli nel raggiungimento dell’obiettivo personale e professionale, attraverso incontri programmati e concordati di volta in volta che prevedevano colloqui individuali, il tutto svolto con la massima descrizione e senza imporre nulla.

 Questa pratica è stata molto apprezzata e il servizio offerto è stato di grande utilità. Per tutto il periodo della mobilità i beneficiari sono stati monitorati per verificare che tutto procedesse al meglio ed eventualmente intervenire in tempo per risolvere le potenziali difficoltà che si potevano presentare in questo ampio arco di tempo. Tutti gli incontri di monitoraggio organizzati dall’Ente ospitante sono stati puntualmente rapportati tramite e-mail al tutor di riferimento dell’Ente promotore, la collaborazione a distanza è stata sempre attiva e costante.

Il rientro in Italia

Alla conclusione dell’attività i beneficiari sono rientrati in Italia “trasformati” carichi di stimoli e motivazioni, immergersi in un paese straniero per tre mesi, entrare in relazione con persone, abitudini, stile di vita e una cultura diversa è stato per loro una incredibile opportunità di conoscenza e di apertura. In particolare una stagista si è distinta rispetto agli altri per l’interesse e l’impegno dimostrato dando costantemente prova delle sue capacità, tanto che alla conclusione del percorso le è stata offerta la possibilità di proseguire l’attività lavorativa con una assunzione.  Tutti ne hanno tratto beneficio, certo in maniera diversa ma per tutti la ricaduta è stata positiva, hanno appreso a guardare in maniera diversa se stessi e hanno compreso che questa esperienza è stata un incentivo a migliorarsi, e che la dimensione personale è una crescita continua e inesauribile. 

Anna Masuzzo Tutor e accompagnatore di riferimento dell’Ente di invio. 

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